Acerenza
Terre d’Aglianico
Il paese
Acerenza, definita da secoli la città cattedrale, è uno dei borghi più alti e scenografici della Basilicata. Sorge su una rupe a oltre 800 metri d’altitudine, tra la valle del Bradano e quella dell’Ofanto, in posizione dominante sull’intero areale del Vulture. Il suo profilo inconfondibile, coronato dalla grande cupola della Cattedrale, è visibile da chilometri di distanza e rappresenta una delle immagini più iconiche del paesaggio lucano.
Cosa vedere
Acerenza – la “Città Cattedrale” sospesa sulla collina
Uno dei borghi più suggestivi della Basilicata: cattedrale romanica, museo, vicoli in pietra, belvederi e un paesaggio che domina tutta la valle del Bradano.
Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Canio
Capolavoro del romanico lucano (XI sec.), con cripta, colonne scolpite, crociere, cappelle laterali e un'imponente architettura simbolo del borgo.
Museo Diocesano
Custodisce paramenti, dipinti, oreficerie sacre e opere provenienti da tutto il territorio acheruntino. Un percorso nella storia religiosa della regione.
Centro storico medievale
Vicoli, archi, botteghe storiche, palazzi nobiliari e scorci che conservano l'impianto urbanistico dell'antica Akere.
Belvederi e mura antiche
Punti panoramici che abbracciano il Bradano, il Vulture e la Murgia. Le mura raccontano la storia difensiva della “città fortezza”.
Chiese minori e architettura romanica
Cappelle, edifici sacri, navate romaniche e testimonianze di arte minore che completano il mosaico spirituale di Acerenza.
Percorsi naturalistici e campagne
Filari, uliveti e percorsi immersi nel paesaggio rurale che circonda Acerenza, perfetti per camminate e fotografia.
Tradizioni ed enogastronomia – Acerenza
La città cattedrale, sospesa su una rupe tra Bradano e Ofanto, dove arte sacra, vitigni di altura e cucina contadina raccontano un’identità forte e accogliente.
La cattedrale sulla roccia e i sapori dell’Alto Bradano
Acerenza è conosciuta come la città cattedrale: un borgo che emerge dalla roccia, dominato dalla grande cupola romanica e circondato da colline coltivate a vigna e grano. Qui la dimensione spirituale, legata al culto di San Canio e alla lunga storia vescovile, si intreccia con la vita contadina e con un’idea di accoglienza sobria ma autentica.
Le tradizioni religiose restano centrali: le feste dedicate a San Canio e le principali ricorrenze dell’anno liturgico animano il centro storico con processioni, mercatini e momenti di socialità diffusa. Le vie intorno alla cattedrale diventano un luogo di incontro dove si mescolano devozione, musica, prodotti tipici e racconti di comunità.
La cucina acheruntina è quella della civiltà rurale lucana: lagane e ceci, migliatiedd con sughi di carne, formaggi di pecora, salumi artigianali e carni alla brace. I dolci a base di mandorla e miele accompagnano le principali festività, spesso preparati ancora in casa secondo ricette tramandate di generazione in generazione.
Il territorio rientra nell’areale dell’Aglianico del Vulture DOC: i vigneti che circondano Acerenza, tra i più elevati in altitudine, danno vini freschi, strutturati e dal carattere minerale. Piccole aziende e realtà cooperative lavorano in gran parte in modo artigianale, valorizzando agricoltura sostenibile, filiera corta e un legame stretto con il paesaggio vulcanico del Vulture.