Barile
Terre d’Aglianico
Terre d’Aglianico
Cantine scavate nella roccia, vicoli arbëreshë, scorci sul Vulture e luoghi dove il vino incontra la spiritualità: una selezione di luoghi da scoprire nel cuore delle Terre dell’Aglianico.
Un anfiteatro di oltre cento cantine scavate nel tufo, ancora oggi utilizzate per la produzione e l’affinamento dell’Aglianico del Vulture. Un museo a cielo aperto dell’enologia lucana.
Vicoli stretti, case in pietra, piazze panoramiche e la lingua albanese ancora viva nella parlata quotidiana: il cuore identitario di Barile.
Luogo di incontro tra rito latino e tradizione greco-bizantina, con icone, mosaici e arredi che raccontano la doppia anima religiosa del borgo arbëreshë.
Una storica fontana settecentesca e la scultura del Cristo crocifisso ispirata a Salvador Dalì: simboli di una comunità che unisce arte, fede e paesaggio del vino.
Percorsi a piedi o in bici tra vigne, boschi di querce e castagni, con affacci spettacolari sul cratere del Vulture e sui paesi vicini.
Santuario alle porte del paese, legato a riti e processioni di origine orientale: un luogo dove la spiritualità arbëreshë incontra il paesaggio agricolo del Vulture.
Un borgo arbëreshë dove il vino, la lingua e i riti religiosi plasmano l’identità quotidiana, tra cantine nel tufo e sapori robusti.
Barile è sinonimo di Aglianico del Vulture. Qui hanno sede alcune delle cantine più prestigiose della denominazione – Paternoster, Basilisco, Elena Fucci, Tenuta del Portale – che esportano in tutto il mondo un vino di grande eleganza e potenza. La cultura del vino permea la vita quotidiana e si intreccia con la lingua e la spiritualità arbëreshë, creando un’identità unica.
La gastronomia locale si distingue per i sapori robusti e le influenze balcaniche: pasta fatta a mano con sugo di agnello, peperoni essiccati, formaggi di pecora, dolci al miele e noci. Le feste popolari, come la “Pasqua del Vulture” o la “Festa del Vino”, trasformano il paese in un laboratorio vivente di cultura e accoglienza.