Melfi
Terre d’Aglianico
Il paese
Melfi è una delle città più antiche e affascinanti della Basilicata, cerniera tra l’Appennino e la piana del Tavoliere. Situata alle pendici settentrionali del Monte Vulture, domina un paesaggio di colline vitate e pianori fertili. La sua storia si intreccia con le grandi vicende del Mezzogiorno: capitale del Principato normanno di Puglia, sede di sinodi e di imperatori, luogo dove Federico II promulgò le celebri Costituzioni Melfitane nel 1231, tra i testi legislativi più avanzati dell’Europa medievale.
Cosa vedere
Melfi – capitale normanna e porta del Vulture
Castelli, mura millenarie, musei nazionali, chiese rupestri e panorami sul Vulture: Melfi è uno dei centri storici più importanti del Sud Italia.
Castello normanno-svevo
Fortezza tra le più imponenti del Sud Italia, sede dei Concili di Melfi e oggi Museo Archeologico Nazionale del Melfese con il celebre Sarcofago di Rapolla.
Mura medievali e Porta Venosina
Un sistema difensivo tra i più estesi e meglio conservati d’Italia, con torri, camminamenti e la monumentale Porta Venosina.
Cattedrale di Santa Maria Assunta
Edificata dai Normanni, con campanile romanico e interni barocchi: domina il centro storico tra vicoli, palazzi e antichi quartieri.
Chiese rupestri del territorio
Grotte affrescate come Santa Margherita e Santa Lucia: scrigni d’arte medievale immersi nel paesaggio del Vulture.
Museo Archeologico Nazionale
All’interno del castello: reperti dalla preistoria al Medioevo, tra cui il sarcofago paleocristiano più importante del Vulture-Melfese.
Vigneti e belvederi sul Vulture
Percorsi tra filari di Aglianico, belvederi e campagne: uno dei paesaggi più iconici della Basilicata.
Tradizioni ed enogastronomia – Melfi
Città storica e capitale gastronomica del Vulture: tra castello, vigneti e una cucina che unisce tradizioni nobiliari e contadine.
Una capitale gastronomica del Vulture
Melfi è un crocevia di culture e, allo stesso tempo, una delle capitali gastronomiche del Vulture. La cucina locale fonde tradizioni nobiliari e contadine: lagane e ceci, fusilli con ragù di carne, baccalà con peperoni cruschi, piatti a base di castagne e dolci di mandorla sono tra le specialità più rappresentative.
La tradizione vinicola è antichissima e la città è un riferimento per l’Aglianico del Vulture DOC, che qui raggiunge livelli di eleganza e complessità molto elevati. Le vigne, adagiate sui suoli vulcanici tra Melfi e Rionero, beneficiano di altitudini e microclimi ideali per un vino di grande profondità aromatica e lunga evoluzione.
Il calendario delle feste popolari scandisce l’anno: la Festa della Madonna del Carmine e, soprattutto, la Sagra della Varola dedicata alla castagna del Vulture, trasformano il centro storico in un grande laboratorio del gusto. Strade e piazze si riempiono di stand gastronomici, degustazioni di Aglianico, musica, spettacoli e artigianato locale, facendo vivere al visitatore l’atmosfera più autentica della città.
Nel territorio melfitano operano cantine di primo piano dell’Aglianico del Vulture – come Carbone Vini, Grifalco, Terra dei Re e diverse aziende familiari orientate alla viticoltura sostenibile – che rappresentano uno dei motori enologici dell’intero areale.