Ripacandida
Terre d’Aglianico
Il paese
Ripacandida è un piccolo borgo abbarbicato su uno sperone di roccia che domina la valle del Vulture, a breve distanza da Rionero e Barile. Il suo profilo discreto e armonioso si staglia tra vigneti e uliveti, in un paesaggio che coniuga bellezza naturale e profondità spirituale. Le origini del paese risalgono al Medioevo, e il toponimo deriva probabilmente da ripa candida, cioè “rupe bianca”, per via delle rocce calcaree che caratterizzano il colle su cui sorge.
Cosa vedere
Ripacandida – santuario affrescato e panorami sul Vulture
Un borgo arroccato con uno dei santuari più suggestivi della Basilicata, vicoli medievali, belvederi sul Vulture e campagne coltivate a vigneti e oliveti.
Santuario di San Donato
Complesso affrescato dichiarato monumento nazionale, con cicli pittorici tardogotici e rinascimentali che raccontano storie di santi, devozioni e comunità contadina.
Centro storico arroccato
Vicoli in salita, case addossate, piccole piazze e scorci che affacciano sulla valle: un borgo compatto, da percorrere rigorosamente a piedi.
Belvederi e panorami sul Vulture
Punti di vista privilegiati sui versanti del Vulture, sui vigneti e sulle campagne che collegano Ripacandida agli altri paesi delle Terre d’Aglianico.
Chiese e cappelle del territorio
Piccoli edifici sacri disseminati tra il centro e la campagna, legati a riti, processioni e feste patronali molto sentite dalla comunità.
Paesaggi rurali del Vulture
Vigneti, oliveti e seminativi disposti sui pendii: un mosaico agricolo che racconta la viticoltura e l’olivicoltura del Vulture.
Feste patronali e tradizioni
Processioni, fuochi, musica e riti legati al culto di San Donato e ad altri santi patroni: momenti in cui il paese si riunisce e le strade si riempiono di persone.
Tradizioni ed enogastronomia – Ripacandida
Un borgo arroccato con il santuario di San Donato, affreschi preziosi e una tradizione agricola che lega vino, olio e prodotti della collina vulcanica.
Il santuario di San Donato e i sapori della collina del Vulture
Ripacandida è conosciuta soprattutto per il santuario di San Donato, definito spesso la “piccola Assisi” del Vulture per la ricchezza degli affreschi che decorano le sue pareti. Il culto del santo, le processioni e le celebrazioni religiose legate al santuario rappresentano un punto fermo nella vita comunitaria del paese.
Le tradizioni religiose si intrecciano con riti popolari e momenti di convivialità: feste patronali, appuntamenti annuali e ricorrenze che coinvolgono l’intero borgo, tra liturgia, musica, stand gastronomici e incontri tra famiglie e comunità vicine.
L’enogastronomia è fortemente connessa alla collina vulcanica del Vulture: vigneti, oliveti e piccole aziende agricole producono vino, olio, ortaggi, legumi e prodotti trasformati. In tavola arrivano piatti semplici della cucina lucana: pasta fatta in casa, zuppe di legumi, verdure di stagione, formaggi e salumi locali.
Completano il quadro pane casereccio cotto a legna, dolci tradizionali delle feste e preparazioni legate alle principali ricorrenze religiose. Il legame tra fede, paesaggio agricolo e cucina di casa è uno degli elementi più riconoscibili dell’identità di Ripacandida.